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Silvia

SABATO 3 SETTEMBRE 2011

ore 13:15 – volo Parigi/S.Martin
arrivo alle 16:30, ora locale (6 ore circa di differenza)

Siamo senza auto e senza alloggio. Noi 5 con 8 bagagli, 4 zaini,2 surfs e 2 alberi per gli OPTIMIST (le barche per i bambini che abbiamo spedito con la nave).

Fa caldissimo.Dopo un breve affanno riusciamo a trovare la macchina a noleggio e uno studio, al GRAND CASE BEACH MOTEL, che da sulla spiaggia.

Prime sensazioni: è pieno di zanzare, al primo bagno mi sono fatta attaccare da una medusa gigante, bello ma…non + di casa mia…

Ma ora che mi sono ambientata trovo magnifico poter fare il bagno a qualsiasi ora del giorno e della sera, con l’acqua sempre calda! La medusa è partita
ed al suo posto è arrivata una GRANDE RAZZA di circa 2 mt.,bellissima e gentile.

Su VALPAR, il nostro catamarano, c’è ancora tanto da fare. Boris lavora sempre come un matto per prepararlo alla partenza ed io intanto mi occupo dei
bambini.

VALPAR è a secco a MARIGOT. E’ molto accogliente ed i bambini ne sono entusiasti.

6/7 SETTEMBRE 2011

Magnifica spiaggia a ORIENT BEACH. Kéliane è superba,Kicco ed Eliott si divertono nell’acqua. Non abbiamo ancora iniziato gli studi xché i libri arrivano con
la nave la prossima settimana, insieme con i pannolini lavabili di Kéliane.
Oggi installano il motore.

24 SETTEMBRE 2011

Ho avuto poco tempo per poter scrivere prima! Incredibile, ma vero!
Abbiamo navigato tanto per scendere verso il Sud e metterci al riparo da un eventuale ciclone annunciato.

Finalmente in acqua,siamo partiti da Marigot ed abbiamo passato il ponte: che stretto!!

Il 18/09 ripartiamo da Grand Case direzione S.KITTS (S.Cristoforo).
Navigazione molto movimentata, Kicco è KO e gli altri pure, tranne Boris che fortunatamente non patisce mai il mal di mare.
Valpar sembre comportarsi bene. Filiamo a 8 nodi con punte a 9, 60°di bolina larga, con 25/30 nodi di vento.
Riduciamo la vela e ci sentiamo in sicurezza. Le onde si fanno sempre + impetuose e lo scafo batte forte sull’acqua – impressionante quando si è in cabina,
che è anche una sauna –
Al timone invece si sta bene, anche quando piove a dirotto.
All’arrivo a S.Kitts, issiamo Boris sull’albero per cambiare la drizza della randa, che è partita.

Giornata alquanto dura.

Il 19/09, alle 6 del mattino come d’abitudine,ripartiamo per la GUADALUPA, con l’intenzione di ormeggiare davanti al ponte della riviera salata che l’attraversa.

Chiamero’ questo capitolo: LA BALLATA DELLA RIVIERA SALATA! Tutta un’avventura…

Già la navigazione è stata dura come il giorno precedente, acquazzone compreso.
Arriviamo di notte (qui fa già buio alle 6 di sera). Il canale è indicato dai segnali laterali luminosi rossi e verdi; piccolo
dettaglio, qui i colori sono INVERTITI! Infatti continuavo a ripetermi mentalmente: rosso a sinistra e verde a destra quando entri, ha sempre funzionato.
Ma questa volta non funziona,perchè? Che succede??
Fortunatamente Boris ha già esperienza nei paraggi e mi svela il segreto…
Percorriamo quindi senza difficoltà l’entrata con l’aiuto di Maxsea TimeZero, il programma di navigazione su cui Boris ha lavorato in questi dieci anni.
Addio carte nautiche bagnate, compasso, matita, gomma, compasso di rilevamento, libro dei fari ecc.; adesso tutto si fa con un clic (fin che le batterie
funzionano :D). Un gioco da ragazzi; Kicco partecipa attivamente assumendo il ruolo di navigatore tattico. Arriviamo senza difficoltà fino all’imbocco
della riviera, aiutati da un mare calmo, un vento clemente, le vele ammainate e due motori in funzione.

Ma a questo punto un dilemma si pone:
1° sulla carta non sono indicati i segnali laterali per risalire la riviera e nemmeno le profondità.
2° scopriamo sulla guida dei Caraibi che in bassa stagione, cioè adesso, il ponte apre a giorni alterni, alle 4:30 del mattino, presentandosi 15’prima.
E questo, è il giorno sbagliato…

Chissà xchè, pensiamo che magari aprono il ponte anche oggi e continuiamo la ns avventura, forse xchè non vogliamo fare marcia indietro.
Quindi stringiamo i denti e ci lanciamo in questa lingua di riviera tra la fitta vegetazione, lentamente…

Al primo gomito, uff! appare un sengnale laterale luminoso e più lontano un’altro :-). E’ fatta, Boris al timone babordo, io al timone tribordo, ci
alterniamo per seguire il percorso, fino al PONTE…rigorosamente CHIUSO …

Sulla guida è indicato che si puo’ sostare al gavitello in attesa dell’apertura del ponte. In realtà non esiste alcun gavitello ed il piano d’acqua è troppo
esiguo per poter gettare l’ancora.

Allora, INDIETROTUTTA, ripercorriamo la riviera in senso inverso con molta + disinvoltura (forse fin troppa), ma tutto fila liscio e gettiamo l’ancora giusto
all’uscita (entrata) della riviera. Sono le dieci di sera e mi sembra che sia notte fonda.
Finalmente andiamo a dormire, o meglio a distendere le gambe e a tendere l’orecchio. Dei rumori « inquietanti » intorno allo scafo rompono la tranquillità
dell’acqua. Che razza di pesci enormi saranno? Magari sono delle strane iguane di mare? Mostri marini? Questa volta mi sento come se io fossi nell’acquario
e di fuori esseri strani battono contro i vetri e vengono a guardarti…Meglio chiudere gli occhi e non pensarci. Buona notte.

Il 20/09 ci dirigiamo a PORT LOUIS per cambiare il canotto di salvataggio che è scaduto.
Piccolo porto molto accogliente. Un pescatore mi regala un pesce e compro una piccola aragosta che passiamo alla griglia la sera, al lume di candela. Ah!

Alle dieci di sera, tutti a nanna. Poi alle 2 del mattino io ed il capitano ci rimettiamo in rotta verso il famoso ponte. Nonostante la partenza
anticipata siamo in ritardo e non vogliamo assolutamente perdere questa occasione di passare dall’altra parte dell’isola.
Percorriamo la riviera a tutto gas per la 3a volta e per fortuna tutto va bene. Finalmente il ponte si apre per lasciarci passare! YES, we did it
Ma non è ancora finita… C’è un secondo ponte e questa volta per paura di passare troppo vicino al segnale laterale, resto troppo al centro e bing,
una grattatina sulla chiglia. Per fortuna niente di grave, ma Valpar si era appena rifatto il look …
Passiamo il 2° ponte, ancora + stretto di tutti quelli passati fin’ora! All’uscita, ricomincia il valzer dei segnali laterali e…grazie alla prontezza
di spirito del Capitano, evitiamo per un pelo gli scogli! E si’, dall’altra parte, i colori sono nuovamente invertiti; bisogna pensarci!

Infine liberati dalla riviera, di dirigiamo verso l’isola LES SAINTS (I SANTI).
Presa di gavitello orribile, non ho ancora dimestichezza con l’uso dei due motori, anche se in realtà è molto più semplice che sulla barca monoscafo.

Bello! Ricordo di quel novembre 1999, giusto prima dell’arrivo del ciclone, di quell’inattesa domanda di matrimonio; fu qui, in questi luoghi…

Un pluff nell’acqua limpida, maschera e pinne obbligatorie.

Siamo stanchi; il corso per corrispondenza per bambini iniziato con tanto entusiasmo, procede ora con maggiore fatica.
Abbiamo anche passato tanto tempo ad organizzare i bagagli e le scorte sul catamarano. I lavori tecnici non mancano. Ora anche il timone fa un rumore
sospetto. Abbiamo installato dei pannelli solari per aumentare l’energia elettrica a bordo.

Il 22/09 ripartiamo per la MARTINICA: prima tappa alle 18:30 alla baia S.PIERRE (S.Pietro). L’indomani qui, alla piccola ansa d’ARLET.

Arlet è un simpatico villaggio di pescatori. Compriamo un tonnetto e ce ne regalano un’altro per Kéliane.
Con maschera e pinne è uno spettacolo di pesci multicolori, multiforme, multidimensioni.

25 Settembre

direzione « cul de sac LE MARIN ».
Rifornimento di viveri, acqua e gasolio.
L’indomani ancoriamo alla baia SANT’ANNA .
Riusciamo a catturare LA RETE! E si, siamo affamati di INTERNET, per comunicare, per avere notizie dal mondo ed anche per il corso scolastico dei bambini ; occorre infatti fare delle ricerche e degli esercizi in linea. E’ difficile staccarsi completamente dal mondo moderno…

Durante le traversate da un’isola all’altra abbiamo sempre avuto tanto vento (tipo le bocche di Bonifacio ). Risultato dei miei lunghi capelli : una matassa indistricabile tipo Bob Marley. Unica soluzione : darci un taglio ! E fu cosi’ che il nostro capitano, meccanico (un po’ mancato), elettricista, insegnante e cuoco di bordo, si improvvisa « coiffeur ». Con un solo colpo di forbici ho un nuovo look, molto + pratico.

Ci dirigiamo nella parte SUD EST dell’isola, alla baia DEGLI INGLESI.
L’entrata è difficile, ma siamo ripagati dalla bellezza del luogo. Siamo soli in mezzo al verde della mangrova, baia ideale per armare gli OPTIMIST. I nostri due marinaretti sbarcano sulle loro barchette e si divertono a veleggiare in questo piano d’acqua calma.
Anch’io ci provo, devo ammettere per la prima volta. L’Optimist è molto divertente, ma non adatto al mio peso…

Dato che il nostro capitano non è riuscito a venirne a capo su come aggiustare il motore fuori bordo del gommone, ci facciamo trainare da Eliott e Kicco con la loro barchetta a vela per raggiungere la spiaggia.
Vero approdo avventuriero, vi sono solamente due pescatori che stanno aggiustando la loro rete, il resto della popolazione sono granchi e piccoli animaletti . Sembra lo scenario di un film di pirati.
Dopo aver esplorato questo luogo affascinante, ritorniamo sul catamarano per ammirare un magnifico tramonto.

In seguito ritorniamo al porto LE MARIN per riparare il motore …nuovo ! (Per fortuna che è in garanzia).

4 Ottobre

Partiamo alle 08 : 30 direzione Sud verso l’isola SANTA LUCIA.
Fortunatamente la travesata dura solo quattro ore. Durante questo tempo l’equipaggio è fuori uso…
Quando infine avvistiamo la terra, ecco che un grande BARRACUDA abbocca al polipo blu argento che trainiamo alla superficie dell’acqua.
A questo punto ci mettiamo ognuno alla propria postazione : Boris affatica il pesce, pronto ad inforcarlo ; Eliott prepara il RHUM da versare nella bocca del pesce (funziona benissimo, in breve tempo è KO è cosi’ evitiamo di fare una carneficina a colpi di manovella) ; Kicco alla macchina fotografica per immortalare le fasi della grande impresa ed io alla manovra della barca per ridurre la velocità, ammainando le vele. E Kéliane ? Dorme tranquilla e beata.Tutto è perfettamente riuscito. C’è una grande eccitazione a bordo !

Barracuda : 
giubbino preferito dai cremini degli anni ’80, abbinato ai jeans Wrangler o Levi’s ed alla polo Lacoste ;
pesce carnivoro dal corpo cilindrico ed allungato ; rapido, reattivo a certi movimenti ed agli oggetti brillanti . La nostra prima preda pesa 5 kg e misura + di 1 metro. La sua carne prelibata l’abbiamo gustata prima alla griglia, poi in padella ed infine cotto nella pentola a pressione. Con la testa si puo’ fare la zuppa, ma l’abbiamo regalata ad un BOY’S BOAT ( venditore ambulante di frutti esotici su imbarcazione di fortuna) ;

Il pesa pesce l’avevamo inizialmente acquistato per controllare il peso di …Kéliane. Infatti prima di partire il dottore ci aveva raccomandato di verificare la disidratazione attraverso il controllo del peso corporeo :
perdita < 5% del peso del bambino = reidratare ; perdita < 10% = ospitalizzazione immediata. Fortunatamente Kéliane è in superforma ed il peso ci serve sopratutto per conteggiare i kili di pesce che peschiamo, cosi’ valutiamo se l’acquisto della canna da pesca viene ammortizzato  [nggallery id=28] ISOLA SANTA LUCIA Ancoriamo alla splendida baia RODNEY BAY, a NO dell’isola ed andiamo alla dogana perle formalità di entrata nel territorio. Qui incontriamo per la prima volta altri due girovaghi, Isabelle et Guy, che simpaticamente ci invitano a bere l’aperitivo sul loro catamarano OXIGEN. Sono partiti da una settimana e sono originari di Lione. Tra gli scambi vari ci comunicano il codice delle docce del porto (lussuose) ed il codice d’accesso ad internet,due elementi molto apprezzati in queste circostanze. L’indomani indossiamo per la prima volta gli scarponcini da montagna per visitare PIGEON’S ISLAND e scalare le due cime che dominano la penisola. Bella giornata, abbiamo tutti camminato volentieri! Il giorno seguente proseguiamo verso MARIGOT, baia molto simpatica. Anche qui ci incamminiamo per godere un bel panorama. In tutte queste isole le strade sono molto ripide… Più a Sud ancoriamo alla baia LA RAYE dove assisteremo alla pesca con le reti. Un gruppetto di ragazzini raggiungono la nostra barca su una vecchia tavola da surf e simpatizzano con Eliott e Kicco. Ci rendiamo tutti conto che occorre velocemente imparare l’inglese! La sera partecipiamo alla grande festa del venerdi. Sfortunatamente per Kicco, ai chioschi si cucina solo pesce… Proseguiamo verso la baia COCHON (traduzione=maiale), il più bel parco naturale fin’ora esplorato. Un’apoteosi di coralli, spugne giganti, pesci coloratissimi, il tutto incorniciato da una spiaggia semideserta: un vero incanto :-)

Riprendiamo la navigazione. Con una mano di terzaroli ed il grande SPI issato, filiamo ad una media di 10
nodi. Navigare sottovento all’isola è un vero piacere.
Passiamo davanti a delle belle anse, CANARIES e CHASTENET. Arriviamo infine alla SOUFRIERE, davanti alle
maestose cime LES PITONS, simbolo nazionale dell’isola SANTA LUCIA.

Il programma previsto per l’indomani è di visitare il parco con le cascate ed il volcano, ma gli eventi
ci porteranno a decidere diversamente.
Siamo ancora al largo che già una barca locale ci accosta per indicarci un’ormeggio al gavitello.
Esitiamo a seguirla in quanto i due boys boat ci sembrano troppo insistenti. Alla fine accettiamo di
ormeggiare alla boa che ci propongono, ma chiariamo subito che è nostra intenzione andare presso i rangers
per verificare la legalità della loro azione (evidentemente ci chiedono il pagamento per sostare in questa
boa che ci sembra poco affidabile). La guardia costiera ci conferma quanto sospettato e ci indica le
uniche boe legali del parco, che si trovano all’opposto della baia, a SW. Nel giro di mezz’ora ci
trasferiamo.
Si fa sera ed una barca senza illuminazione ci raggiunge. Sono sempre loro e ci chiedono il pagamento della
giornata intera per la sosta alla boa quando in realtà siamo rimasti attraccati solamente per mezz’ora.
In breve tempo si alza il tono. Fortunatamente ci raggiunge Regis dal catamarano vicino.Anche lui durante
la mattina ha avuto più o meno lo stesso problema e ci annuncia che l’indomani all’alba se ne andrà.
Alla fine proponiamo il pagamento di 10 EC anzichè i 30 reclamati e cosi’ chiudiamo la faccenda.
La mattina, nonostante una pioggia torrenziale, indossiamo gli scarponcini ed il K-Way per proseguire nel
nostro intento. Ma eccoli dinuovo all’attacco, ancora a reclamare dei soldi. Qui non ci sentiamo più
sicuri. Sporgiamo denuncia alla polizia e ce ne ritorniamo al Nord dell’isola, a RODNEY BAY.

Chi vi incontiamo? Regis e Valèrie, con le due loro piccole principesse di dieci mesi e tre anni.
Ci invitano a prendere l’aperitivo sul loro catamarano LADY-HELEN e passiamo insieme una bella serata.
Loro sono partiti a giugno e ci danno delle buone indicazioni sui luoghi che hanno visitato.

Sbarchiamo a GROS ISLET, un piccolo villaggio di pescatori tipico indicato dalla guida, ma personalmente
non mi ha entusiasmata.
Quello che invece è entusiasmante è quello che peschiamo!
Ecco il conteggio fino ad oggi:
4 baracuda (per un totale di 14 Kg)
3 orate corifene ( 4 kg )
senza contare le caranghe pescate da Eliott.

Ma arrivati a questo stadio la voglia di carne ci assale…
Riusciamo a scovare un burger king a Rodney e facciamo i salti di gioia. Per di più, c’è anche un centro
commerciale. Ritroviamo il piacere di andare a zonzo tra un negozio e l’altro, curiosi di vedere l’attività di
del Paese. Notiamo che in questo periodo non ci sono clienti ma che i commessi sono sempre minimo due,
forse per far passare più in fretta la giornata…
Fatto sta che qui, e solamente qui, troviamo della buona carne di bue e facciamo un po’ di scorta.

12 Ottobre 2011

Ritorno in Martinica per effettuare la revisione del motore a 50 ore.
Durante la notte un colpo di vento ci ha fatto derapare nonostante che avessimo dato tutta la catena.
Per fortuna che siamo stati velocemente reattivi e che non c’è stato nessun problema.

14 Ottobre 2011

Rodney Bay. Ad ogni traversata da un’isola all’altra peschiamo grosso!

15 ottobre 2011

Ore 09:00 partenza verso l’isola SAINT VINCENT con una mano di terzaroli ed il grande spi issato. Arrivo alle 17:30 a CUMBERLAND. Tiriamo una cima a terra,
intorno ad una palma.

L’isola è molto bella, ma ha una cattiva reputazione in tema di sicurezza. La notte stessa è stato rubato il gommone alla barca ormeggiata vicino a noi
(ma probabilmente era solamente mal fissato; un’altra barca l’ha trovato alla deriva più al largo).

16 Ottobre

Non ci attardiamo più a lungo e scendiamo verso l’isola BEQUIA.

I MIEI PRIMI SEI MESI

Ciao italiani,

Eccomi dinuovo qui ! Dopo mesi di silenzio, riprendo il mio libro di bordo.
La scusa è sempre la stessa: essere mamma, insegnante, navigatrice ed esploratrice, non mi lascia il tempo di essere anche
…scrittrice. Dovrei fare come Boris, che scrive ogni giorno dalle sei alle sette del mattino; io invece all’alba inizio
a recuperare del sonno perso durante la notte a causa dei cigolii, tintinnii e movimenti ondulatori della barca…
Dalle foto avrete comunque potuto vedere che tutto fila a gonfie vele (o quasi :-)).
Quello che segue è dunque un riassunto dei luoghi visitati e della vita di bordo durante questi primi sei mesi di naviga
zione.

IL PERCORSO.

Arcipelago dell piccole Antille, Caraïbi.

Prima parte, navigazione dal Nord verso il Sud.
S.Martin, S.Kitts, Guadalupa, Les Saintes, Martinica, S.Lucia, Le Grenadine (S.Vincent, Bequia, Mayreau, Tobago Cays,
Union, Carriacou, Grenada), Trinità, Tobago. Abbiamo deciso di non proseguire verso il Venezuela in quanto si sono
verificati alcuni atti di pirateria. Risaliamo dunque verso il Nord, l’occasione di visitare i luoghi che abbiamo
tralasciato all’andata.

Seconda parte, navigazione dal Sud verso il Nord.
S.Lucia, Martinica, Dominica, Guadalupa, Les Saintes, Marie Galante, Antigua, Barbuda, S.Martin, Iles Vierges.

Prossima destinazione prevista: Repubblica Dominicana e Cuba.

ALCUNI PUNTI SALIENTI.

Il compleanno di Eliott.

Per i sui dieci anni il nostro cadetto ha due desideri: festeggiare con altri bambini giocando a caccia al tesoro su
un’isola deserta ed avere una GRANDE canna da pesca per pescare dei GRANDI pesci.
Per la caccia al tesoro, troviamo un magnifico isolotto deserto ( Saline Island, Carriacou). Solo due barche sono
ancorate in mezzo alla barriera corallina. A poppa sventola la bandiera francese; con il binocolo scrutiamo l’equipaggio:
tombola! Ci sono dei bambini dell’età di Eliott e Kicco …
Ormeggiamo e ci precipitiamo ad invitarli a sbarcare sull’isola. La caccia al tesoro con tanto di carta ed indizi è
aperta!
Finiamo tutti a bordo del nostro catamarano per prendere una bella merenda. Eliott è contentissimo, noi anche :)
Per il regalo, dovrà attendere qualche giorno l’arrivo su un’isola un po’ meno deserta… Un’altro momento ricco
di emozioni!

Ancora l’ancora che non ancora.

Ile Ronde, Carriacou. E’ notte fonda, il vento si alza a quaranta nodi. Mi sveglio di soprassalto e vado a controllare
sul ponte. L’ancora ha derapato e siamo finiti contro una piccola imbarcazione di pescatori. La sua cima è ora incastrata
nella nostra elica e quindi non possiamo mettere il motore. Fortunatamente la barchetta è ormeggiata con due cime, quindi
decidiamo di tagliare quella che ci blocca. Una volta liberati, accendiamo i motori e gettiamo nuovamente l’ancora.
Uff! Se non ci fosse stata la piccola barca a bloccarci, probabilmente saremo finiti sugli scogli…
All’alba, arrivano i pescatori. Gli spieghiamo l’accaduto. Il più anziano di loro ci dice con poche parole in inglese che
anche loro sono gente di mare e che capiscono le circostanze. Tutto è bene quel che finisce bene!
L’ancora ha ancora derapato altre volte durante questi mesi ed infine si è definitivamente deformata. Ora abbiamo
il modello Spade, molto più sicuro.

Paura sul Tender.

Le onde sono troppo importanti per approdare alla spiaggia con il gommone. Lo ancoriamo quindi un po’ più al largo e
raggiungiamo la riva a nuoto. Al ritorno, siamo appena saliti sul tender che un’onda più impetuosa ci… innonda!
L’ancora ha tenuto la prua, evitando cosi’ il travolgimento dell’imbarcazione!

La guida a sinistra.

In autubus oppure in auto, percorrere le strade ripide e sconnesse delle isole è sempre una grande impresa, soprattutto
con la guida a sinistra e la retromarcia che non funziona!

La foresta tropicale.

Lussureggiante, immensa. Le palme fanno a gara per raggiungere su in alto il sole. Una grande varietà di essenze, di
colori e di profumi da mozzare il fiato. una vegetazione talmente densa che anche la luce fatica a penetrare.
Due passi ancora, e sboccia una cascata.

Le visite.

– La coltivazione e trasformazione del cacao.
La raccolta del frutto, la macerazione, l’essicazione, la trasformazione ed infine la degustazione!

– La produzione del rhum.
Il carretto avanza trascinato dai buoi, colmo di canne da zucchero. Passa al peso e viene scaricato. Un primo passaggio
al rullo compressore azionato dal mulino ad acqua, poi un’altro ed un’altro ancora, tra un sali e scendi di cinghie ed
ingranaggi che ricordano « Tempi moderni » di Charlie Chaplin.
La macerazione della melassa, la distillazione attraverso l’alambicco ed infine, anche qui, la degustazione!

– L’essicazione delle spezie.
Essa avviene in GRANDI cassetti larghi dieci metri e profondi quattro. Questi sono riposti su delle rotaie da treno.
Quando piove, si fanno scorrere sotto la tettoia. Noce moscata, lauro tropicale, chiodi di garofano, ora profumano la
nostra cucina!

I forti.

Ovviamente situati in punti stategici, offrono un eccellente panorama ed un ottimo campo da gioco per i marmocchi che si
trasformano per l’occasione in ardui combattenti!

I musei, ovvero ripercorrere la storia.

I primi abitanti Arawak, i Caribe, i coloni francesi ed inglesi, gli schiavi africani, l’arrivo degli indiani
(dall’India). Un cocktail di culture!

Gli incontri.

Isa e Guy sul Catana 47 Oxigène sono i primi che abbiamo incontrato e con i quali abbiamo maggiormente legato. Spesso ci
ritroviamo. Abbiamo incrociato anche altri simpatici equipaggi con i quali passiamo dei piacevoli momenti in compagnia,
scambiandoci esperienze, consigli, opinioni…
Più difficile, per ora, è lo scambio con le popolazioni locali.

kéliane.

Si adatta benissimo alla vita in barca. Il movimento ondulatorio non le ha impedito di imparare a camminare e nuota come
una pesciolina!

kicco.

Nonostante che patisca il mal di mare, si direbbe un vero pirata quando approda sull’isola!

Eliott.

Il nostro pescatore e vincitore alla settimana internazionale di Shoelcher sezione Optimist!

Boris.
L’uomo tutto fare!

Io.
Sono tutta contenta!

I paesaggi.

Spiagge bianche o volcaniche, acqua cristallina o verde mangrova, coralli e pesci dai mille colori, delfini, tartarughe
marine, uccelli, iguane, caimani, serpenti, scimmie, volcani, montagne, grotte, cascate, sole, caldo, pioggia, luna,
stelle…Mille nomi ed aggettivi potro’ mettere nella valigia di ritorno!

Il carnevale.

I costumi tradizionali, i costumi stravaganti, le danze, le musiche, il suono dei tamburi. Tutto rimbomba ancora nella
testa.

Il macete.

Oggetto omnipresente tra le mani degli indigeni; necessario per aprirsi il cammino nella densa foresta e soprattutto per
aprire le noci di cocco!

Natale a Charlotte ville,Tobago.

Magico! Tiro fuori dal cappello, magico, il CD di Natale ed i cappellini rossi di Babbo Natale. Lui è sceso dall’albero
(maestro) ed i bambini hanno trovato al loro risveglio i graditi regali. Per il pranzo diciamo che ci siamo accontentati.
Ognuno ha sognato a modo suo; io ho avuto soprattutto nostalgia di: un antipasto peperoni, melanzane e zucchine
sott’olio; affettati vari; agnolotti al sugo di arrosto, panzerotti con pomodoro fresco e basilico ( e una grattatina di
parmigiano), agnolotti del plin al burro; arrosto della mamma; tavolozza di formaggi; il tutto accompagnato da un buon
vino italiano. Il solo fatto di pensarci avevo già la pancia piena! E tutti quanti si sono divertiti a vedermi gesticolare
nel descrivere ogni piatto :-). Per consolazione, ho preparato gli gnocchi fresci ed alla vigilia abbiamo degustato delle
aragoste…
Siamo anche riusciti a trovare il PANETTONE! Ma come dice Kicco, mancava la crema al mascarpone di Daniela …

Capodanno alla baia Sant’Anna, Martinica.

Il 31 dicembre salpiamo e l’ancora si è ritorta (avevamo ancora quella vecchia). Passiamo il canale tra l’isola
Santa Lucia e la Martinica con 37 nodi di vento e 3,5 metri di onda.
L’obiettivo è di passare la serata con i nostri amici del catamarano Oxigène.
Missione compiuta. Trascorriamo una bella serata; concludiamo con un pocker e vado a dormire vincitrice :-).

L’arrivo dei Re Magi.

E’ cosi’ che abbiamo soprannominato Anne e Pierre che sono venuti a trovarci il 7 gennaio per quindici giorni.
Sono infatti arrivati carichi dei regali che Babbo Natale aveva lasciato al vecchio indirizzo…
Le due settimane passate insieme sono volate; è stata una vacanza nella vacanza.

Le lezioni di scuola.

Difficili; occorre molto impegno da parte degli insegnanti (io e Boris) e da parte degli allievi (Kicco ed Eliott).
Ma i bambini avanzano bene. Kéliane è ancora all’asilo…

La pesca.

Prossimamente Eliott scriverà sul suo libro di bordo la lista dettagliata del bottino.

Saluti a tutti,
Silvia