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Coba

Il sito ricorda una stazione di sci : le stesse piste ben preparate, gli stessi turisti stranieri che slalomano tra i corridoi pichettati, gli stessi tracker equipaggiati degli stessi talkies-walkies singhiozzanti. La sola vera differenza, dei cavalli in metallo rimpiazzano gli sci. Soli sulla bicicletta o su un bici-taxi, i turisti divorano le piste e noi mangiamo la polvere. In mezzo a questo caos, i nostri tre piccolini ed il passeggino: attenzione alla ciccina ! Claxons a sinistra, fischietto a destra, la mamma stringe i denti e sua figlia nelle braccia . Zig, Zag, ce ne sono dappertutto ! Un passaggio più stretto, uno stidolio di freni , un’impreco in inglese seguito da una grassa risata : abbiamo appena rischiato l’incidente... lo schiacciamento ! Senza scoraggiarsi poichè il temporale è passato, scaliamo le piramidi con la pancia a terra per salire e la pancia a terra per scendere. In cima, impossibile fare una foto... poichè oltretutto, sono grandi questi americani. Verso le 16 :00 , il sito ritrova la sua calma e la sua magia : il gioco di luci e di ombre tra gli alberi, il risveglio della fauna ed i templi che si ricoprono di arancione. Raggiungiamo l’uscita in compagnia dei chiudi pista. Tutto lo staff della stazione segue in bicicletta la nostra piccola famiglia che si approccia al cancello canticchiando. Con l’ultimo cliente che toglie gli scarponi, si passa il turno ai netturbini che livellano le piste ghiaiose di questa stazione dei tropici. Per finire la giornata , approfittiamo delle attività proposte in fondo valle : una tyrolienne enorme ci porta non ad un lago ghiacciato ma ad una laguna riempita di coccodrilli. Poi, nella piscina non riscaldata dell’hotel spopolato, ci rilassiamo difronte ad un rettile impassibile ma equipaggiato di una bella dentiera !